C’era cento giorni fa.

Pubblicato: 12 settembre 2012 in Back to Italy.
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C’era cento giorni fa un viaggiatore che tornava nella sua città natale.
Cento giorni, come quelli che aveva passato nel meraviglioso Sud America.
Altri quarantadue ne aveva passati in Europa prima di arrivarci, altri cinquantotto ne avrebbe passati poi nell’incantevole Asia prima di ritornare nel continente da cui era partito.
Un’altra settimana prima di tornare nella città da cui era partito. Un altro giorno prima di tornare nella casa da cui era partito.

Dopo 208 giorni tornava dai propri amici, dalla propria famiglia, dal proprio letto, dalla propria camera, dalla propria ragazza. Un sacco di cose proprie insomma.
Dopo sette mesi tornava nel mondo in cui aveva vissuto i primi 19 anni della sua vita.

Quante cose da dire, quante da raccontare, quante su cui discutere. Eppure questo viaggiatore fa passare cento giorni prima di mettere questi pensieri per iscritto. E i cento giorni sembrano non bastargli, perchè continua a far passare i minuti pensando a cosa scrivere perchè le cose son molte, a come dirle perchè spiegarle può non essere facile, a in che ordine dirle perchè ordine non hanno, ma son tutte ben legate da un sottile filo invisibile.

A questo punto rilegge le parole che ha messo sul bianco. “Mamma mia quanto sono smielato.”
Ma sono parole che gli escono dal cuore. Pensa prima di scriverle, ma sono proprio quelle le uniche giuste.

Il viaggio gli è piaciuto tanto. Lo ha fatto divertire, gli ha fatto capire tante cose, lo ha fatto emozionare.
Anche tornare gli è piaciuto. Lo ha fatto divertire, gli ha fatto capire tante cose, lo ha fatto emozionare.
Però forse viaggiare gli è piaciuto di più perchè già sta pensando di ripartire.

Continua a riflettere prima di scrivere e capisce una semplice cosa: non può riassumere sette mesi di sensazioni, impressioni ed esperienze in un unico articolo.
Quello che dovrebbe fare sarebbe riempire intere pagine e si immagina con una penna (e non una biro, una vera e propria penna con tanto di inchiostro e calamaio) a lume di candela, intento nel racconto della propria avventura. Lo farà? Non lo farà? Probabilmente non lo farà con una penna, ma potrebbe farlo battendo dei tasti.
Per il momento ringrazia tutte le persone che lo hanno seguito sul blog, mentre sospirando tra sè e sè sussurra: “alla prossima avventura”.

commenti
  1. Davide scrive:

    Ottimo incipit per un libro!😉

  2. Grande luke!! Bentornato!
    non vedo l’ora di leggere qualcosa di nuovo….di cose da raccontare ne avrai parecchie direi🙂
    ti avevo lasciato un commento tempo fa..non so se l’hai notato.
    Alla prossima😉

    • Lukeexperience scrive:

      L’avevo visto ma mi ero scordato di rispondere!
      Comunque ora se mi decido davvero mi metto a scrivere il libro… e comunque il blog più o meno a breve riprenderà vita col nuovo viaggio🙂

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