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In Indonesia!

Pubblicato: 27 gennaio 2013 in Indonesia!
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Dopo 4 ore di volo dall’India a Singapore e 10 ore di scalo al Changi Airport, l’aeroporto più futuristico che c’è e così attrezzato da farti sentire in una piccola città, dopo esserci trasformati in omini della Michelin indossando mille vestiti e riempiendoci ogni tasca perchè gli zaini son troppo pesanti per essere portati come bagaglio a mano, dopo altre 4 ore di volo da Singapore all’Indonesia, atterriamo a Jakarta.

India e Indonesia avranno anche le prime tre lettere uguali, ma sembra di essere in un altro mondo: da quella parte di globo che viene definita “sub-continente indiano” siamo passati a quella chiamata “sud-est asiatico”, quella a cui sono particolarmente legato dopo il mese che ho passato in Thailandia all’inizio del 2012.
Arriviamo che sono già le sette di sera, ma la temperatura sembra quella delle 3 del pomeriggio. Una signora di couchsurfing, Magda, ci ospita per le prime due notti e già solo durante la ricerca della sua casa abbiamo prova della gentilezza del popolo indonesiano: non esitano a prestarci il cellulare per avvisare Magda del nostro arrivo e successivamente un ragazzo in motorino si ferma vedendoci vagare nel buio e decide di accompagnarci fino a che non troviamo la casa.
Il nostro piano è di andarcene il prima possibile dalla capitale, che può offrire poco più che ore di imbottigliamento nel traffico. E così fa, facendoci perdere l’autobus per Yogyakarta.
Ma non ci facciamo scoraggiare e col sorriso in bocca torniamo a casa di Magda, con un biglietto per il giorno successivo.
Dopo aver cucinato della pasta non così ben riuscita, ma particolarmente apprezzata, andiamo alla stazione degli autobus. Il bus dovrebbe partire alle cinque, noi andiamo alle tre, ma poi parte alle nove: il motivo? C’è troppo traffico per la strada e l’autobus non riesce a immettersi. E così stiamo sei ore nella stazione degli autobus a chiaccherare con qualche indonesiano che sa qualche parola di inglese o a mangiare noodles e riso.

Hong Kong è una bella città, mi piace. E’ un buon mix tra modernità e tradizione. Nel centro di Hong Kong Island sembra di essere in un film di fantascienza. Ci si aspetta che salti fuori una macchina volante da dietro un grattacielo da un momento all’altro. Ma per ora non è ancora successo.
Spostandosi in altre zone, come alcune aree di Kowloon, l’atmosfera si fa decisamente più cinese: odore di cibo per qualsiasi strada, insegne con ideogrammi che quasi si accavallano l’uno sull’altro, strade costantemente affollate sia da persone che da macchine, taxi e minibus.
(Se vi state creando delle immagini mentali, createle rigorosamente di notte… è col buio che Hong Kong “si illumina”, letteralmente e metaforicamente!)
Generalmente Hong Kong è una città cara, ma mangiare può essere economico se si fa affidamento allo street food. La scelta è tra numerose varietà di spiedini, noodles (per chi non li conoscesse, si immagini degli spaghetti alla cinese!) o qualcosa di più sofisticato come dei ravioli ripieni di un qualche pesce.
Io perlopiù mi butto sui noodles, di solito molto appetitosi, anche se mi piace provare comunque più cose possibili. Se ve lo state chiedendo, nessun cane o gatto è servito… almeno non esplicitamente!
Anche i templi non mancano, alcuni buddisti e altri taoisti. Davvero molto diversi tra loro! Io son incuriosito e gironzolo meravigliato… sono i miei primi templi! Ma Giedrius, un ragazzo lituano che è con me, è abbastanza indifferente. Ha già passato vari mesi in Asia e mi dice che questi non sono nulla di particolare. Il che è una buona notizia, visto che già mi piacciono! Non vedo l’ora di vedere “i migliori”.
In un isola vicino ad Hong Kong Island è anche presente un Buddha gigante… che, situato in cima alla collina, pare osservi tutta l’area circostante! Bello, ma molto turistico. Anche questa volta Giedrus mi dice che c’è di meglio… e anche questa volta, buon per me!

Nonostante tutto Hong Kong è perlopiù una città da visitare e poco più… qua mi sento un turista, non un viaggiatore!
Ho già prenotato un volo per il 6 gennaio, direzione Bangkok. Il sud-est asiatico è la parte che più mi attrae… e fra qualche giorno sarò là. E sono Carico.