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Giungla e templi.

Pubblicato: 28 gennaio 2013 in Senza categoria

Viaggiare in autobus di notte ha dei pregi, tipo il poterm dormire se ci si riesce, ma anche dei difetti, ad esempio il fatto che è buio e non vedi nulla di quel che c’è fuori.
Ma il viaggio da Jakarta a Yogyakarta prende 15 ore, quindi a un certo punto viene mattina.
Quando apriamo gli occhi rimaniamo incantati dal paesaggio: in silenzio, in contemplazione del mondo esterno, veniamo assorbiti dal verde che stiamo attraversando.
Campi di risaie di un colore innaturalmente acceso, stupende palme che costeggiano la strada e folta giungla.
Nell’ultimo articolo ho detto che India e Indonesia avranno anche le prime tre lettere uguali, ma sembra di essere in un altro mondo.
In questo invece dico che Jakarta e Yogyakarta avranno anche le sei ultime lettere uguali, ma sembra di essere in un altro mondo!
Da migliaia di macchine, centri commerciali e grattacieli, si passa a casettine rustiche e basse immerse nel verde.
La prima notte la passiamo in una casa in muratura, in mezzo agli alberi e senza porte nè finestre.
Di zanzare non ce ne sono tante quante temiamo, anche se ci sono molti altri esseri volanti notturni, alcuni grossi quanto un pollice.
Combinando a questi elementi il letto che è niente più che assi di legno, decidiamo di spostarci per la seconda notte.
Dopo l’India e col caldo allucinante che c’è in Indonesia abbiamo voglia di mare e abbiam quindi intenzione di stare giusto due giorni qua, poi di spostarci a Proboolingo per fare un trekking al Bromo Vulkan e poi andare nell’isola di Bali.
Il Borobudur Temple, meta celebre dell’isola di Java, è sicuramente l’highlight dei due giorni: è il tempio buddista più grande del mondo.
Quando c’è di mezzo “il più..”, non si può mai essere delusi.

Particolare di un altorilievo del Borobudur

Particolare di un altorilievo del Borobudur


Centoventitre metri per centoventitre di base, trentacinque metri di altezza: l’imponenza non gli manca.
Duemilaseicentosettanta due pannelli di altorilievi, cinquecentoquattr o statue di Buddha: la maestosità non gli manca.
Campane e giungla

Campane e giungla


Anche l’ambiente circostante non è da meno, ancora una volta caratterizzato da quel verde che tanto ci meraviglia.
Purtroppo per ricreare meglio il quadro che vediamo manca un particolare per così dire.. ingente.
Duemilioniemezzo di visitatori all’anno: anche i turisti non gli mancano.
Non ci sarà un’atmosfera da Indiana Jones, ma il piacere è assicurato.
Davanti al Borobudur

Davanti al Borobudur

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E Mumbai fu.

Pubblicato: 28 dicembre 2012 in Senza categoria

Cosa dire su Mumbai? Le cose sono tante, ma come sempre più sono numerose più è difficile raccontarle.

Se andassimo in ordine di bellezza (secondo il nostro gusto personale ovviamente, mai scordare la regola aurea del “de gustibus ne disputandum”) l’elenco sarebbe:
– Chatrapati Shivaji Terminus, un’importante stazione dei treni affollatissima ma davvero stupendo come edificio. E’ poi un concentrato di molti elementi caratterizzanti l’India.
– Chowpatty Beach di sera: passeggiare sul lungo mare può quasi ricordare una camminata serale per la riviera romagnola… fin quando degli Indiani non ti chiamano a mangiare del bhelpuri seduti per terra su un tappeto.
– Central Police Station: a quanto pare ai poliziotti piace avere un bel posto dove stare e se ne son presi uno davvero bello con tanto di palme giganti nel cortile.
– High Court: l’alta corte di giustizia, un edificio davvero elegante, imponente e divertente. Forse quest’ultimo aggettivo non è il primo che salterebbe in mente pensando a questo posto (e forse sarebbe l’ultimo che userebbe la gente che ci lavora), ma vagando spensierati all’interno della struttura lo si pensa. Tra pile di documenti alte mezz’uomo accatastate sul pavimento negli angoli del sottoscala, gente appisolata sugli scalini, qualche povera anima in un’aula del tribunale pressochè vuota a seguire un noiosissimo processo e schiamazzi per i corridoi non può che uscire un sorriso.
– Alberi, alberi e alberi: giganti e numerosi, affiancano quasi tutte le strade e creano talvolta un tetto di foglie sopra le teste delle persone (“piacevoli se, e solo se, un uccello non ti bersaglia dall’alto” Cit. Ester).

Se andassimo in ordine cronologico la lista sarebbe simile, soltanto con ordine diverso. Si potrebbe però allungare l’elenco precedente aggiungendo ciò che non definiremmo bello:
– corvi grandi quanto un gatto infestano le strade.
– La povertà è ben presente: in quasi ogni strada ci sono persone che dormono per terra e bambini che giocano col nulla o con qualcosa trovato per terra.
– Troppa gente chiede l’elemosina quasi fosse un’abitudine e troppo insistentemente.

Ma se andassimo in ordine di quantità, i primi posti non sarebbero in discussione: traffico, sporco e gente sarebbero senza dubbio sul podio. Tutti e tre, decisamente in eccesso, rovinano la città che è molto bella ma svilita dal rumore di motori e clacson, dal rusco continuamente gettato per terra e la puzza che ne deriva e dalle troppe persone che in certi posti rendono quasi difficile camminare tranquillamente.